lunedì, dicembre 18, 2006

Manifesto Maschilista

Ci sono pecore buone e cattive. Quelle buone danno tanta lana, fanno tanto latte e tanti agnelli. Quelle cattive non mi interessano, non le saprei riconoscere a meno che essere cattive non significhi fare poca lana, poco latte e pochi agnelli. Indipendentemente dal fatto che siano tutte buone, so per certo che sono di una razza diversa dalla mia e so per certo che molti sanno che le pecore appartengono ad una razza diversa. Anche le donne.

Anche le donne appartengono ad una razza diversa, diversa da quella delle pecore ma anche da quella degli uomini anche se molti non ci pensano nemmeno. Stabilito questo è bene cominciare a capire perché è nata questa confusione.

Sesso. Fin dalla prima adolescenza un maschio viene assillato da una certa urgenza di togliersi un problema ripetitivo. Tra i suoi modelli culturali non c’è (salvo in passato, in alcune zone rurali) quello di accoppiarsi con un animale anche se farlo rappresenterebbe la soluzione.

Non c’è questo modello per una questione di razzismo, perché le differenze sono troppo evidenti e perché il feedback è troppo limitato. La ricerca avviene verso un individuo simile fisicamente, simile ma non troppo perché una eccessiva somiglianza dell’altro sconfinerebbe nell’omosessualità. E allora, tra gli animali domestici del suo cortile, l’uomo sceglie una cosa morbida, senza troppo pelo, meno forte di lui e ne approfitta. Più volte.

Per mantenerla in carne e morbida la mantiene, per evitare che il pelo cresca la manda dall’estetista; in compenso continua ad usarla fino a quando anche lui si convince che lei è la sua compagna, fino a quando questa follia degenera e lui si convince che questa cosa è femmina (perché lui è maschio) e che è della sua stessa razza (perché lui non è un degenerato).
Così nasce la donna.

Posted by Giangiacomo Rossi, Direttore del Laboratorio di Ricerca UomoDataBank e Direttore del trimestrale Erezione

14 commenti:

Annarosa Vergani, direttrice di Orgasmo ha detto...

A me non interessa parlare degli uomini o delle donne. Io so chi sono e ne sono contenta. Ma sono anche curiosa e mi farebbe piacere sapere come la pensate voi, cosa avete da dire sul tema, sperando che non vogliate parlarci della filosofia o della storia del movimento femminista altrimenti mi schiero subito dalla parte degli uomini. Pareri a caldo, provocazioni, ipotesi creative, conversazioni morbide, ecco quello che desidero. Se poi da tutto questo la donna ne esce meglio dell'uomo, ebbene allora queste pagine hanno un senso. La guerra non mi interessa, lasciamola agli uomini.

Derek Contro Tutti ha detto...

Forte il Giangi, chezzo...

erika ha detto...

Vedo che avete cambiato argomento...
di bene in meglio, non c'è che dire.

Myrddin Emrys ha detto...

Grazie erika per i tuoi complimenti, li trasferisco all'autore dell'editoriale.

dalla parte di erika ha detto...

Adesso, per par condicio, VOGLIO SAPERE come nasce l'uomo

Anonimo ha detto...

Ho problemi. Dove si compra il trimestrale?

Anonimo ha detto...

ma le femministe non vi hanno ancora spaccato il culo?

unamico ha detto...

Una esposizione chiara e didascalica, una pietra miliare del percorso culturale del maschio. Vorremmo che il vostro sito ci fornisca pareri della stessa qualità con periodicità quotidiana. A me servirebbero molto perchè così mia moglie si incazza con voi e non con me. Grazie ancora.

james ha detto...

Dettagliata analisi, diffcilmente ho letto cose della stessa qualità.

Anonimo ha detto...

Geniale!

Anonimo ha detto...

sgarbi ci fa cagare!

Adam ha detto...

dalla parte dei bambini

Anonimo ha detto...

ho letto i commenti, tutti modesti. Cazzo, questo è un grande! Mi piacerebbe leggere altri testi come questo. E se una donna non ne capisce lo spirito dipende solo dal fatto che è una donna.

Anonimo ha detto...

fortissimo, ne faccio un quadretto per la mia fidanzata