mercoledì, dicembre 10, 2014

Finalmente una risposta scientifica alla storica domanda di Daniele Tombi "Esistono gli Ufi? E se esistono, hanno il raggio della morte?"

Qua non si può più far finta di niente. La foto scattata dal signor Astemio Droga, di professione scafista e pusher per hobby, testimonia con chiarezza che gli Ufi esistono, e guidano delle vetture bizzarre che si parcheggiano sospese anche nella zona blu. Siamo al Porto Antico di Genova, in una tranquilla domenica di venerdì. Siamo all'alba: ancora pochi attini e il sole tramonterà, quando ecco che uno storno di ufi incombe minaccioso sulò Bigolo e sulla Palla di Renzi Piani d'Invrea e Renzo Piano Orizzontale dei Giovi. Essi appartengono tutti ad una famiglia, la famiglia Ufi, originaria di San Salvatore dei Fieschi e trasferitasi in Paraguay ai tempi della rivoluzione studentesca, in quanto erano tutti analfabeti.
Nella foto chiusi nelle loro vetture, ci sono Gaetano Ufi, di anni 53 (in alto a destra), Legionella Cotroneo in Ufi (seconda in primo piano), Piezzimmerd Ufi (figlio di Gaetano e Legionella) a sinistra. Più dietro, in ordine sparso, ci sono Paracarro Catarro Ufi (il nonno) Pisciablu Ufi detto Gargamella (lo zio) e infine LanciaGalusci Pisciorretta Ufi, detta la Diarrea di Alpha Centauri (la nipotina terribile). Come potete vedere, la vettura di Piezzimmerd ha acceso i fendinebbia e il getto di luce uretrale ha colpito un luasso che girava tranquillo in cerca di gallucci da ingoiare. Cos'è accaduto? Che il luasso è stato disintegrato dal raggio fatale e neanche i Ris di Parma, i Ras di Reggio Emilia, i Ros di Modena e i Res di Cremona sono riusciti a trovare tracce di dna del luasso. Anche Kila Visto si è mosso sulle tracce del Luasso: si chiamava Lulù Asso, e faceva la prostituta presso il chiosco dello zucchero filato davanti all'Acquario. L'attuitudine alla prostituzione dei luassi è nota fin dai tempi del medioevo, come disse il Grande Poeta "che nel luasso puole incignarsi il casso".

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