martedì, giugno 19, 2012

CRISI DELLA MERDA: Lo sprack sale al 544%


Pesa su Eurolandia la crisi della merda, ultimo guaio in ordine di tempo per i paesi della moneta unica dopo la bassa crescita e l'incremento del debito.
Da Bruxelles suona l'allarme: in Europa si caga sempre di meno, con alcuni paesi del sud Europa in cui le reti fognarie hanno fatto registrare una diminuzione dei flussi merdari che sfiora il 20% in Grecia e Portogallo e il 18,5% in Italia e Spagna.
La cancelliera tedesca Angela Merdel ha dichiarato che lei stessa produce ogni giorno almeno 8Kg. di ottima merda solida, come ogni buon tedesco. Non c'è alcuna ragione - ha dichiarato la Merdel - perchè la nostra merda, che caghiamo con tanta fatica e rigore, debba finire in Grecia o in Italia, paesi che invece di cagare preferiscono andare al mare. 
La crisi ha avuto notevoli ripercussioni anche nei mercati merdari statunitensi. Il presidente Obama ha chiesto al FMD Federal Merdary Department di avviare una campagna di sensibilizzazione per spingere gli americani a cagare maggiormente, esortandoli così a rafforzare le riserve merdarie federali, il cui controvalore in dollari è sceso del 12% dall'inizio del 2012.
Il problema tuttavia ha radici fuori dall'Europa e dagli Usa; un quintale di merda asiatica di provenienza sudcoreana sui mercati internazionali costa circa il 117,4% in meno della merda europea. Aumenta così lo sprack (la variazione del tasso di rendimento del buco del culo pro capite per il numero nazionale dei conferitori di merda attivi, diviso per il numero della popolazione) nei confronti delle borse di merda asiatiche, ma anche verso mercati caratterizzarti da merde di minore qualità, non certificate, vendute al mercato nero a meno di 60 dollari al barile, e poi rimmesse nei mercati regolari dopo essere state convogliate nelle fogne di un paese europeo.

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